A Milano, prime esperienze di scrittura: Trittico della Vergine

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Secondo capitolo della Tesi di Lucia Principi

su Giuseppe Vannicola

 

Terminata la vacanza lombarda, non ancora convivente con Olga, Vannicola si dirige a Milano, dove frequenta gli ambienti letterari e musicali. Le testimonianze, compresa quella di Filippo Tommaso Marinetti, lo vogliono primo violino alla Scala. L’incontro con il fondatore del movimento futurista avviene nella villa di Olcio, sul lago di Lecco, del commediografo e scrittore Enrico Annibale Butti ed è in quella cornice che lo ricorda Marinetti nell’In memoriam vannicoliano curato da Edwin Cerio: «Egli si manifestava allora in tutta la sua veemente appassionatissima giovinezza d’artista […]. Spesso deliziava le pause delle nostre notti consacrate allo spiritismo con delle inebrianti cavate del suo magistrale violino»22. Continua a leggere

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