A Milano, prime esperienze di scrittura: Trittico della Vergine

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Secondo capitolo della Tesi di Lucia Principi

su Giuseppe Vannicola

 

Terminata la vacanza lombarda, non ancora convivente con Olga, Vannicola si dirige a Milano, dove frequenta gli ambienti letterari e musicali. Le testimonianze, compresa quella di Filippo Tommaso Marinetti, lo vogliono primo violino alla Scala. L’incontro con il fondatore del movimento futurista avviene nella villa di Olcio, sul lago di Lecco, del commediografo e scrittore Enrico Annibale Butti ed è in quella cornice che lo ricorda Marinetti nell’In memoriam vannicoliano curato da Edwin Cerio: «Egli si manifestava allora in tutta la sua veemente appassionatissima giovinezza d’artista […]. Spesso deliziava le pause delle nostre notti consacrate allo spiritismo con delle inebrianti cavate del suo magistrale violino»22. Continua a leggere

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“L’Errore” di Vannicola su “Poesia”

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Da Poesia, anno II, n. 1-2, 1906

L’ERRORE

…. una notte l’intesi piangere d’improvviso nel nostro letto, presso di me, mentre dormiva. Sembrava che la sua anima le sfuggisse in lagrime simile a una timida polla singhiozzante. La sua voce dolce-dolente era come il palpitare di una corda di minugia nella quale la vita delle viscere cui venne strappata sembra aver lasciato il gemere d’un nervo animato.

Io la chiamavo sommesso carezzandole il volto inondato di pianto, con quelle insessuali carezze, quali si convengono all’assorbimento dei sogni. E m’era triste e dolce il confortarla così in quella sua lamentosa esalazione di sè medesima.

Ma ella pareva non intendesse, sognando…. E la destai, non potendo subire più oltre Terrore.


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