“L’Errore” di Vannicola su “Poesia”

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Da Poesia, anno II, n. 1-2, 1906

L’ERRORE

…. una notte l’intesi piangere d’improvviso nel nostro letto, presso di me, mentre dormiva. Sembrava che la sua anima le sfuggisse in lagrime simile a una timida polla singhiozzante. La sua voce dolce-dolente era come il palpitare di una corda di minugia nella quale la vita delle viscere cui venne strappata sembra aver lasciato il gemere d’un nervo animato.

Io la chiamavo sommesso carezzandole il volto inondato di pianto, con quelle insessuali carezze, quali si convengono all’assorbimento dei sogni. E m’era triste e dolce il confortarla così in quella sua lamentosa esalazione di sè medesima.

Ma ella pareva non intendesse, sognando…. E la destai, non potendo subire più oltre Terrore.


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