Ferdinando Gerra, il primo libro

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Primo Capitolo

Prima Parte

Da : Musica, letteratura e mistica, nel dramma di vita

di Giuseppe Vannicola

Bardi Editore, Roma, 1978

La vita di Giuseppe Vannicola (1), che presenta i risvolti di un affascinante romanzo, rimasto in gran parte celato anche agli amici più intimi, e la sua singolare attività letteraria, da pochis­simi compresa nel suo tempo e caduta poi quasi completamente nell’oblio per l’estrema difficoltà di reperirne i testi, sono state oggetto di una nostra lunghissima ed impegnativa ricerca, di cui diamo in questa sede preciso e documentato ragguaglio, corre­dato da un’ampia bibliografia.

Per ciò che riguarda la vita è significativo che Giovanni Papini, il quale meglio di ogni altro avrebbe dovuto conoscerla, nel commosso profilo tracciato di getto per il quotidiano fioren­tino La Nazione non appena gli giunse improvvisa la notizia della morte del Vannicola, avvenuta a Capri il 10 agosto 1915, così ne parli dopo averne rievocato alcuni episodi: «… la sua vita, la sua figura, la sua maschera furono di per sé opere d’arte non scritte — e che non si dimenticheranno. D’un genere bizzarro, che in Italia non va molto — ma chi le sapesse capire e rendere non se ne pentirebbe. Aveva promesso di raccontarmi la sua vita: io l’avrei scritta ». Apparso nel numero del 12 agosto 1915 della Nazione, il profilo del Vannicola fu poi compreso l’anno seguente con lievi varianti nel volume Stroncature, pubblicato dalla « Libre­ria della Voce » (edizione dalla quale abbiamo tratto i brani che compaiono nel nostro lavoro), e dopo varie ristampe di quel volume venne incluso nel 1932 nei Ritratti italiani, editi da Val­lecchi, con ulteriori piccole modifiche. Non meravigli l’averlo inizialmente compreso nelle Stroncature, in quanto il Papini stesso nella premessa alla raccolta chiariva: « Ho intitolato questo volume Stroncature per ragioni, soprattutto, commerciali perché quella parola attira più facilmente la malignità e curiosità degli uomini, i quali, per il gusto di sentir strapazzare qualcuno, arrivano fino al punto di vincere l’infame avarizia e di spendere qualche lira per un libro. Di stroncature vere e proprie — e alcune riuscite abbastanza bene — ce ne sono, difatti, parecchie, ma il volume contiene, anche, pagine amorose su amici morti e vivi e, finalmente, saggi informativi, presentazioni, di uomini singolari stranieri » (2).

Benché il Papini nel suo profilo non accenni menomamente alla Revue du Nord, anche se di essa fu tra i primi collaboratori, e ricordi la rivista Prose in poco più di una riga, quelle due riviste, di vivissimo interesse per la storia del primo Novecento lette­rario, furono strettamente collegate alle vicende del Vannicola. La Revue du Nord, redatta in francese, ed il cui primo fascicolo uscì a Firenze nel dicembre 1904 e l’ultimo a Roma nel dicembre 1907, apparve con l’indicazione del nome di Vannicola come Redacteur en chef, mentre in realtà ne fu creatrice ed anima, e sempre la diresse, Olga de Lichnizki, compagna di vita del Van­nicola e non moglie come tutti credettero, compreso il Papini; la Lichnizki vi figurerà con la qualifica di « Directeur » soltanto dal numero doppio del novembre-dicembre 1906 della serie romana. Di Prose, la rivista romana di cui vennero pubblicati solamente sei numeri dal gennaio 1907 al gennaio 1908, il Vannicola fu invece veramente il direttore, anche se in essa ebbe grande influenza Giovanni Amendola, che fu del Vannicola amico caris­simo (3).


(1)  Da leggersi il nome con l’accento sulla i, così come il Vannicola stesso ha sempre affermato. Si veda a questo proposito a pag. 102 del presente volume.

(2)   G. Papini, Stroncature. Seconda serie dei 24 cervelli. Firenze, Libreria della Voce, 1916, pp. V-VI.

(3)    Per le notizie relative all’Amendola a completamento delle nostre ricerche dirette ci siamo basati sul prezioso volume di Eva Amendola Kuhn, Vita con Giovanni Amendola. Firenze, Parenti, 1960. Sull’argomento consultare anche il saggio di A. Capone, Giovanni Amendola e la cultura italiana del Novecento. Vol. I. Roma, Editore Elia, 1974; volume che dovrà essere integrato da un secondo volume con nuovi documenti epistolari venuti successivamente alla luce.

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